En el presente trabajo abordamos, desde una perspectiva jurídico-constitucional, un fenómeno que se presenta, como tantos otros, en dos variantes: una analógica, el acoso escolar, y otra digital, más novedosa, el ciberacoso escolar. Para ello, partimos de una primera parte dogmática en la que revisamos, con el objetivo de actualizarlas a las exigencias de la época actual, las categorías propias del Derecho constitucional necesarias para afrontar un estudio integral de este problema. Así, partimos del contexto, la sociedad digital, definiendo sus principales características, profundizando en aquellos cambios que la disrupción digital ha supuesto para los sistemas democráticos, en general, y para las personas en particular. A continuación, nos centramos directamente en las personas menores de edad, verdaderos protagonistas de nuestra investigación. Para configurar un status jurídico completo, hemos debido abordar las categorías de ciudadanía, derechos fundamentales, autonomía, libre desarrollo de la personalidad e interés superior del menor, además de otras subcategorías dependientes de éstas. La persona menor de edad es, en la actualidad, un verdadero ciudadano, a pesar de que una parte importante de la doctrina no los ha considerado como tal. Entre los beneficios que trae consigo la digitalización está el de aumentar ostensiblemente las posibilidades de participación, de modo que los menores también intervienen y colaboran en la construcción de la opinión pública y en otros debates sociales y políticos. Además, son considerados ya verdaderos sujetos titulares de derechos en general y de derechos fundamentales en particular, aunque es cierto que el ejercicio de algunos de ellos les está vedado hasta que sean mayores de edad. Esta tendencia expansiva de la esfera jurídica del menor también se ve reflejada en un progresivo aumento en la consideración de su autonomía, aunque es cierto que todas estas categorías deben ser escrupulosamente respetuosas con el interés superior del menor, que de un tiempo a esta parte se ha erigido como la esencial en la configuración jurídica de las personas menores de edad. Finalmente, nos centramos en el problema concreto en el que se muestran estos tres elementos: menores de edad, derechos fundamentales y nuevas tecnologías. El acoso y el ciberacoso escolar suponen un fenómeno tremendamente lesivo para los menores que lo sufren, con consecuencias realmente dañinas para las víctimas, los acosadores y los testigos. Sus parámetros configuradores, unidos a la laguna que supone el hecho de que no existieran estudios específicos desde la rama constitucional, aconsejan la realización de este trabajo, con el que pretendemos sentar las bases para la implementación de más y mejores instrumentos de tutela, garantía y protección.
Nel presente lavoro affrontiamo, da una prospettiva giuridico-costituzionale, un fenomeno che si presenta, come tanti altri, in due varianti: una analogica, il bullismo scolastico, e un’altra digitale, più recente, il cyberbullismo scolastico. A tal fine, prendiamo le mosse da una prima parte di carattere dogmatico, nella quale esaminiamo — con l’obiettivo di aggiornarle alle esigenze dell’epoca attuale — le categorie proprie del diritto costituzionale necessarie per affrontare uno studio complessivo e coerente del problema. Muoviamo dunque dal contesto, la società digitale, definendone le principali caratteristiche e approfondendo i cambiamenti che la disruzione digitale ha comportato per i sistemi democratici in generale e per le persone in particolare. Successivamente, ci concentriamo direttamente sui minori, veri protagonisti della nostra indagine. Per configurare uno status giuridico completo, è stato necessario analizzare le categorie della cittadinanza, dei diritti fondamentali, dell’autonomia, del libero sviluppo della personalità e dell’interesse superiore del minore, oltre ad altre sottocategorie a esse strettamente connesse. Il minore è oggi, a pieno titolo, un vero cittadino, nonostante una parte significativa della dottrina abbia esitato — e talvolta continui a esitare — a riconoscerlo come tale. Tra i vantaggi derivanti dalla digitalizzazione figura l’ampliamento, talora notevole, delle possibilità di partecipazione, così che anche i minori intervengono e contribuiscono alla costruzione dell’opinione pubblica e ad altri dibattiti sociali e politici. Inoltre, essi sono ormai considerati veri e propri titolari di diritti in generale e di diritti fondamentali in particolare, sebbene sia vero che l’esercizio di alcuni di essi rimane loro precluso fino al raggiungimento della maggiore età. Tale tendenza espansiva della sfera giuridica del minore si riflette anche in una progressiva valorizzazione della sua autonomia; tuttavia, tutte queste categorie devono confrontarsi — e in taluni casi arretrare — dinanzi all’esigenza di rispetto dell’interesse superiore del minore, che negli ultimi anni si è affermato come categoria centrale nella configurazione giuridica delle persone di minore età. Infine, concentriamo l’attenzione sul problema concreto in cui convergono i tre elementi analizzati: minori, diritti fondamentali e nuove tecnologie. Il bullismo e il cyberbullismo scolastico costituiscono fenomeni altamente lesivi per i minori che li subiscono, con conseguenze gravemente dannose per le vittime, per gli autori delle condotte e per i testimoni. I parametri che li configurano, uniti alla significativa lacuna rappresentata dall’assenza di studi specificamente incentrati sulla prospettiva costituzionale, rendono opportuna la realizzazione del presente lavoro, con il quale intendiamo porre le basi per l’elaborazione e l’implementazione di strumenti di tutela, garanzia e protezione più numerosi, più efficaci e maggiormente adeguati alla complessità del fenómeno.
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