RESUMEN TESIS DOCTORAL “Violenza e guerra civile spagnola: l’intervento dell’Italia fascista” - Edoardo Mastrorilli Questa ricerca prende spunto dalla storiografia italiana sui crimini di guerra. Inizialmente concentratasi sulle guerre coloniali, specialmente quelle fasciste (riconquista della Tripolitania e della Cirenaica, invasione dell’Etiopia), col passare degli anni l’attenzione si è spostata sulle altre guerre di aggressione dichiarate in Europa dal regime di Mussolini. L’invasione e l’occupazione della Grecia e della Jugoslavia, l’intervento nella guerra contro l’Unione Sovietica sono state sottoposte ad un’attenta analisi da parte di ricercatori italiani e non-italiani, permettendo di chiarire in maniera migliore il comportamento delle autorità e delle truppe impegnate nelle operazioni.
Lo sviluppo di questo campo di studi non è stato facile, dovendo confrontarsi col mito del “buon italiano”, profondamente radicato nella cultura popolare e nella maggior parte del mondo politico e della società italiane. Nonostante ciò questi lavori di ricerca hanno avuto il merito di scalfire la solita rappresentazione delle guerre italiane, rivelando la brutalità della deportazione messa in atto in Cirenaica, l’impiego di gas in Etiopia, le spietate rappresaglie nei Balcani durante la Seconda Guerra Mondiale. Per lo più confinate ai circoli accademici, hanno comunque avuto la forza di attirare l’attenzione della società civile.
In questo ambito ho ritenuto potesse essere d’interesse una ricerca che trattasse dell’intervento nella guerra civile spagnola in favore dei ribelli. Il conflitto scoppiato nel luglio del 1936 fu un punto di svolta fondamentale per gli eventi iniziati con l’ascesa al potere di Hitler, presagendo in parte il sistema di alleanze della Seconda Guerra Mondiale, con le potenze fasciste opposte alle democrazie liberali e all’Unione Sovietica. L’intervento tedesco e italiano trasformò un colpo di stato fallito in un sanguinoso conflitto che divenne una delle pietre miliari della “guerra civile europea”. Quando le violazioni italiane e tedesche del patto di Non-Intervento divennero palesi il Regno Unito decise comunque di non opporsi, preoccupandosi solo di avere assicurazione che tutte le forze armate italiane avrebbero lasciato le Isole Baleari alla fine del conflitto.
L’intervento Fascista in Spagna, con la sola eccezione della partecipazione all’invasione dell’URSS, fu probabilmente la campagna militare con la più alta componente ideologica in cui il Regio Esercito e la Milizia fascista presero parte. Nel conflitto spagnolo gli uomini del Corpo Truppe Volontarie e dell’Aviazione Legionaria si trovarono di fronte l’alleanza delle varie organizzazioni di sinistra spagnole e di quegli antifascisti che erano accorsi per difendere la Repubblica. Il Duce usò la carta ideologica per spiegare il suo intervento nella guerra, affermando la necessità di evitare che venisse stabilito un governo fantoccio sovietico nel Mediterraneo. Se ciò fosse accaduto la sicurezza dell’Italia, e soprattutto del regime fascista, sarebbe stata in pericolo.
E proprio per le peculiarità e le diverse chiavi di lettura della guerra civile spagnola che ho ritenuto potesse essere interessante realizzare un progetto di ricerca sull’intervento dell’Italia fascista sotto i suoi vari aspetti. L’obiettivo è di cercare se ci sia stato un filo comune nel modo in cui le autorità del regime, i comandi militari ed i soldati si raffrontarono con la violenza che caratterizzò il conflitto che lacerò la Spagna dal 1936 al 1939. Furono semplici spettatori? Cercarono di ridurre le violenze o le esacerbarono? Il loro comportamento fu differente rispetto a quello tenuto in altre guerre fasciste? Per dare delle risposte la tesi è stata basata su monografie, articoli, memorialistica e lavoro di ricerca in archivi italiani, spagnoli e vaticani. Nelle conclusioni si prova a fornire una sintesi di quanto affrontato nei singoli capitoli per dare un’interpretazione dell’intervento fascista nel suo complesso e di come questo abbia affrontato l’uso della violenza nel corso della guerra civile spagnola, paragonandolo ad altre campagne militari del regime.
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