La sepoltura di Javier Carvajal nel Mausoleo degli Spagnoli a Roma, che egli stesso progettò insieme a José María García de Paredes a metà degli anni Cinquanta, offre lo spunto per rivisitare questa piccola opera di architettura, i cui criteri progettuali contribuirono a porre le basi per la rifondazione dell’architettura moderna in Spagna dopo il primo decennio del dopoguerra, il quale in linee generali si caratterizzò per un tentativo di recupero storicistico. L’ubicazione geograficamente periferica dell’Accademia romana, dove si realizzò questo esercizio di architettura, e del contesto italiano in generale, contribuirono alla configurazione di un progetto dallo spiccato carattere sperimentale che non ha fatto altro che accrescere l’interesse per la rivisita proposta.
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