Una storia del lavoro in Italia non può prescindere dall’analisi delle modalità peculiari con le quali le attività lavorative si sono manifestate nell’antica Roma, evidenziando anche come la stessa nozione di lavoro e i valori sociali a essa connessi siano profondamente distanti dai modi di produzione capitalistica. Attraverso i contributi dei maggiori studiosi di storia antica, vengono indagati gli stati giuridici, gli aspetti contrattuali, il ruolo svolto dalla schiavitù e dal lavoro schiavile. Vengono evidenziati il ruolo e la preponderanza delle attività in condizione di “indipendenza” e viene presentata la diversa prospettiva del mondo antico in merito alla retribuzione salariale. Una particolare attenzione è dedicata all’evoluzione della società romana in età tardorepubblicana e imperiale, quando, insieme ai lavori di contadino, artigiano e commerciante, acquisiscono un rilievo specifico altre tipologie di lavoro: l’intellettuale, l’artista, il medico, l’architetto, l’avvocato, l’oratore, il maestro, lo storico, gli addetti al culto e i funzionari di corte
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Lavoro e status giuridico: lavoro libero e lavoro servile nelle campagne dell'Italia romana in età repubblicana
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La tecnologia antica: limiti ed effetti sulle attività lavorative
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Imparare un mestiere: apprendistato, contratti di lavoro e salari
págs. 131-148
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Le attività di governo: senatori cavalieri e decirioni
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Il politico in azione: oratore e giurista
págs. 446-464
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