Considerate fra i capolavori letterari di Jean-Jacques Rousseau, le Fantasticherie del viandante solitario sono state a lungo guardate con sospetto dai filosofi. La solitudine e il ripiegamento in se stessi, esaltati sin dal titolo del tormentato diario intimo, sembrano contraddire il disegno politico alla base del pensiero dell’autore, opponendo il modello antropologico dell’uomo solitario a quello del cittadino. Il volume approfondisce in modo organico la riflessione filosofica del promeneur solitaire, concentrando l’attenzione proprio sul rapporto che si stabilisce tra la fantasticheria e l’elaborazione politico-morale, tra la libertà evanescente del sogno e la necessità concreta di agire nel mondo.
págs. 9-45
Un incontro con se stesso: l'ultima fantasticheria del passeggiatore solitario
págs. 49-66
Religione e nostalgia: note sulla terza rêverie
págs. 67-86
págs. 87-110
Finzione di verità, verità della finzione: una lettura della quarta rêverie
págs. 111-130
Speranza e generosità: una lettura della terza e della sesta rêverie
págs. 131-152
Fantaticheria e liberalismo utopico: note a margine della sesta rêverie
págs. 153-178
págs. 179-200
págs. 201-222
págs. 223-236
págs. 237-258
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