Questo libro ricostruisce la storia culturale dell'identità razziale degli italiani nell'Italia Repubblicana, nei testi visivi - televisivi, cinematografici, del fumetto, dell'opera d'arte - che hanno diffuso più o meno apertamente un immaginario razzista nella cultura di massa. Esso unisce la ricerca e le competenze di quattordici studiose e studiosi di formazione diversa e complementare: storia culturale, semiotica, sociologia, studi letterari, antropologia e filosofia politica. La lente comune è quella degli studi critici sulla razza e la bianchezza, gli studi culturali, postcoloniali e di genere. I saggi qui raccolti muovono tutti dall'idea che la razza c'è anche quando 'non si vede' o non viene esplicitamente menzionata e che in Italia un certo immaginario visivo svela la persistenza di quel materiale simbolico con cui oggi viene costruito il consenso a pratiche, discorsi e istituzioni razziste. L'obiettivo del volume è quello di fornire uno strumento interpretativo fondamentale per la comprensione di ciò che resta del passato e come si trasforma nel presente il razzismo in Italia.
págs. 1-16
págs. 17-31
"Gli italiani non sono razzisti": cosstruzioni del'italianitá tra gli anni Cinquanta e il 1968
págs. 32-45
págs. 46-60
págs. 61-75
págs. 76-91
págs. 92-105
págs. 106-122
págs. 123-142
Relazioni pericolose. Asimmetrie dell'interrelazione tra "razza" e genere e sessualitá interrazziale
págs. 143-156
págs. 157-171
págs. 172-185
págs. 186-199
págs. 200-214
La finzione della razza: la linea del colore e il meticciato
págs. 215-228
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