Pier Paolo Pasolini è stato un poeta che ha attraversato l’ampio spazio linguistico italiano, dai dialetti allo standard; è stato un romanziere che ha rappresentato in forme diverse Roma, i paesaggi dell’Italia, i volti e i corpi del sottoproletariato; è stato un regista che ha inventato un nuovo modo di esprimere le realtà dei tanti mondi amati; ed è stato il ‘saggista corsaro’ che ha denunciato la deriva della società borghese attraverso immagini-allegorie vivide ancora oggi. I saggi che compongono questo volume esplorano la complessa opera pasoliniana concependola come un grande arcipelago, un sistema rizomatico articolato in forme e linguaggi espressivi eterogenei. La prima parte del libro indaga alcuni nuclei concettuali centrali nel ‘sistema Pasolini’ (il sacro, la mutazione antropologica, la questione linguistica, il femminile, il materno). La seconda, invece, raccoglie alcuni studi di caso, volti a riaffermare la proiezione internazionale e il talento plurimo dello scrittore.
Pier Paolo Pasolini: un arcipelago di parole, immagini e gesti
págs. 7-16
Testimonianza e memoria: perché ricordare oggi Pier Paolo Pasolini
págs. 17-30
Le Benevole: emergenze del sacro nell’opera di Pasolini
págs. 33-46
Leggere il genocidio nei corpi: Pasolini e la "degradazione antropologica"
págs. 47-58
Pasolini, l’Italia linguistica, i corpi: dagli anni Sessanta a oggi
págs. 59-76
Madri, madonne, sante e puttane: le donne nell’immaginario cinematografico di Pasolini
págs. 77-92
Riscrittura e risemantizzazione nella serie dei "David": verso il sacrificio rituale
págs. 95-104
La conversione a ritroso di Medea: tracce del pensiero di Mircea Eliade in Pasolini
págs. 105-118
págs. 119-128
págs. 129-144
págs. 145-164
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