Rafforzare i confini esterni, esternalizzare i controlli nei Paesi di transito, rendere illegali i movimenti umani non regolamentati non è servito ad allentare i confini interni o a evitarne di nuovi, ma solo a nutrire altre ossessioni. Varrebbe allora la pena provare a capovolgere la prospettiva e, anziché considerare illusoria la libertà di movimento, prendere atto che sono i confini a essere un imbroglio. Un imbroglio che spaccia l’illusione della libertà per una “parte” come guadagno di una presunta identità da difendere
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