: Gustavo Bontadini ha riproposto le ragioni di una affermazione della trascendenza e della creazione in un contesto filosofico profondamente segnato dalla Dialettica trascendentale di Kant. Il presente articolo è volto anzitutto a ricostruire il rapporto teorico di Bontadini con la Critica della ragion pura (KrV), da lui considerata come un caso esemplare di naturalismo gnoseologico. In secondo luogo, mette in luce i luoghi della KrV, nei quali Kant introduce problematicamente i diversi aspetti del noumenon e della sua relazione con la realtà empirica. Infine, esso mostra come la proposta teoretica di Bontadini valorizzi la preoccupazione rilevante della critica kantiana alla metafisica: non applicare al noumeno positivo le categorie che governa- no l’esperienza. Così, nel tentativo di determinare la realtà trascendente senza cate- gorizzarla in senso empirico, la metafisica classica acquista, con Bontadini, un profilo più essenziale e rigoroso.
Gustavo Bontadini retrieved the reasons to adfirm of transcendence and creation within a philosophical context that was profoundly shaped by Kant’s Transcendental Dialectic. The first aim of my paper is to reconstruct Bontadini’s reading of the Critique of Pure Reason (KrV), which he considered as an exemplary case of gnoseological naturalism. Secondly, it highlights the passages of KrV, in which Kant problematically introduces the different aspects of the noumenon and of the relation of this latter with empirical reality. Finally, it shows that Bontadini’s philosophy values the relevant concern of Kantian critique of metaphysics, that is to avoid to apply to positive noume- non the categories that govern the experience. Thus, while attempting to determinate the transcendent reality without empirically categorizing it, classical metaphysics, in Bonta- dini’s thought, becomes more essential and rigorous.
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