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Modelli tecnici e disciplina giuridica del c.d. cloud computing

    1. [1] University of Macerata

      University of Macerata

      Macerata, Italia

  • Localización: Rivista italiana di Informatica e Diritto (RIID): Periodico Internazionale del CNR-IGSG, ISSN-e 2704-7318, Nº. 1, 2021, págs. 27-45
  • Idioma: italiano
  • Títulos paralelos:
    • Cloud computing:: technical models and legal frameworks
  • Enlaces
  • Resumen
    • italiano

      Il mercato dei servizi di cloud computing ha registrato negli ultimi anni uno tasso di crescita esponenziale,che la recente emergenza sanitaria mondiale finirà per rafforzare ulteriormente. Il successo di questo complesso e variegato “ecosistema” di tecnologie e servizi risiede in una combinazione “sinergica” di fattori,non ché dalla diffusione sempre più capillare di smartphone e tablet, che ha portato a nuove modalità di utilizzo dei servizi informatici. Le piattaforme cloud svolgono oggi una funzione “abilitante” rispetto a una varietà praticamente infinita di servizi, i quali non potrebbero esistere (o quasi) senza le risorse computazionali, applicative e di storage messe a disposizione da fornitori di cloud computing. Dal punto di vista giuridico, tuttavia, il cloud computing lascia sul tappeto enormi interrogativi ancora in gra nparte irrisolti. Come proteggere i diritti degli interessati quando i loro dati possono essere spostati,spacchettati, ricomposti e replicati in qualsiasi nodo della rete globale con un semplice click? Come regolare un caleidoscopio di servizi così diversi tra loro e ripartire obblighi e responsabilità tra i vari soggetti che compongono la “filiera”cloud? Per molti versi, l’approccio seguito da Stati Uniti e Unione europea non potrebbe essere più diverso, ma entrambi scontano la pretesa di voler regolare in modo unilaterale un fenomeno – il cloud computing e, più in generale, Internet – nel quale “The data are shared according to the logic of the system, and not according to venerable historical lines drawn on a map of the world”.

    • English

      The cloud computing market has experienced an exponential growth rate in recent years, which the recent global pandemic emergency will eventually strengthen further. The success of this complex and varied “ecosystem” of technologies and services lies in a synergistic combination of factors, as well as the increasingly widespread diffusion of smartphones and tablets, which has led to new ways of using IT services. Cloud platforms today perform an enabling function with respect to a practically infinite variety of services, which could not exist without the resources made available by cloud computing providers.From a legal point of view, however, cloud computing leaves enormous questions still largely unresolved.How to protect the rights of data subjects when their data can be moved, unpacked, recomposed and replicated in any node of the global network with a simple click? How to regulate such kaleidoscope of different services and how to share obligations and responsibilities among the various subjects that make up the cloud supply chain? In many respects, the approach followed by the United States and the European Union could not be more different, but both pretend to unilaterally regulate a phenomenon -cloud computing and, more generally speaking, the Internet - in which “The data are shared according to the logic of the system, and not according to venerable historical lines drawn on a map of the world”.


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