Dalla teologia dell’episcopato dipendono anche i criteri per l’elezione dei Vescovi. Il Concilio Vaticano II ha superato l’impostazione precedente, nella quale i Vescovi erano considerati all’incirca come ambasciatori del Papa, per affermare la collegialità episcopale, la sacramentalità dell’ordinazione e il carattere ministeriale del primo grado dell’Ordine. I Vescovi sono “servi” della Parola e della Chiesa. La prassi attuale in Occidente non sembra avere ancora integrato in maniera adeguata questa rinnovata visione, perché l’elezione dei Vescovi avviene ancora in gran parte sulla base delle informazioni mirate raccolte dalla Nunziatura; come chiedono anche i documenti del Sinodo dei Vescovi in corso, una prassi sinodale comporta la consultazione del popolo di Dio: non sui nomi dei candidati, ma sulle caratteristiche loro richieste per quella specifica Chiesa particolare
The criteria for the election of bishops depend on the theology of the episcopate. The Second Vatican Council overcame the previous approach, in which bishops were regarded roughly as ambassadors of the Pope, and affirmed episcopal collegiality, the sacramentality of ordination and the ministerial character of the first degree of the Order. Bishops are ‘servants’ of the Word and the Church. Current practice in the West does not yet seem to have adequately integrated this renewed vision, because the election of bishops still takes place largely on the basis of targeted information gathered by the Nunciature; as the documents of the current Synod of Bishops also demand, a synodal practice involves consultation with the people of God: not on thenames of candidates, but on the characteristics required of them for that particular Church
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