In the thirteenth century the rediscovery of Aristotle’s works aroused enthusiasm among european learned people. However it soon attracted the suspicion of the Church. In particular, Aristotle’s cosmological hypothesis which considered the world as existing from eternity and destined to last forever was condemned. This paper briefly compares the cosmological conceptions of St. Thomas Aquinas, Cathars, Ramon Llull, and a pseudo-Lullian alchemical work entitled the Testamentum. Among these, we can notice more or less marked differences, but in some cases also some unespected similarities. They are surely due to a persistent and common substratum of neoPlatonism. Or we can even suspect something else?
Oltre all’entusiasmo che suscitò nelle università d’Europa del secolo XIII, la riscoperta di Aristotele, si attirò presto il sospetto della Chiesa e alcune puntuali condanne. In particolare fu condannata, negli anni Settanta di quel secolo se non prima, l’ipotesi cosmologica che considerava il mondo come esistente dall’eternità e destinato a durare in eterno. Il saggio mette in breve a confronto le concezioni al riguardo di San Tommaso, degli eretici catari, di Raimondo Lullo e dell’opera alchemica pseudolulliana intitolata Testamentum. Oltre alle differenze tra le loro posizioni, per alcuni di questi autori segnala anche alcune sorprendenti somiglianze, dovute probabilmente ad un persistente sostrato di neoplatonismo, se pur non a qualcos’altro. Segnala inoltre come il pensiero cosmologico di Lullo anteriore alla Declaratio Raymundi (espresso nel Liber Chaos) contiene alcune sfumature che parrebbero quasi distaccarsi, in certa misura, da quella che era o sarà l’ortodossia.
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