L’ambito di applicazione dell’art. 13 d.l. n. 152 del 1991, convertito con l. 12 luglio 1991, n. 203, recante la disciplina derogatoria delle intercettazioni per i delitti di criminalità organizzata è da tempo al centro del dibattito ermeneutico. L’autore, dopo avere illustrato gli approdi delle Sezioni unite della suprema Corte con le decisioni Petrarca del 2005 e Donadio del 2010, espone le problematiche scaturite dal richiamo ai delitti di cui all’art. 51 comma 3-bis e 3-quater c.p.p. presente nella pronunciaa Sezioni unite Scurato. In quest’ottica, il d.l. n. 105 del 2023, pur avendo messo un apparente punto fermo quanto alla individuazione dei “delitti di criminalità organizzata” cui applicare la disciplina derogatoria, non ha in concreto fugato le perplessità circa i requisiti strutturali richiesti per la riconducibilità delle fattispecie incriminatrici alla nozione in discorso.
The field of application of article 13 of d.l. n. 152/1991, converted into law on the 12th of July 1991 byLaw n. 203/1991, regulating telephone tapping has been for a long time at the center of a hermeneutic debate as it draws a specific discipline for organized crime offences. The author, after explaining the Petrarca (2005) and the Donadio (2010) verdicts of the United Sections of the Court of Cassation, exposes the issues created by the reference, in the “Scurato” verdict, to crimes indicated by article 51, line 3-bis and 3-quater of the Italian Criminal Procedure Code. With this in mind, the recent Decree-Law n. 105/2023, despite recalling article 416-bis of the Italian Criminal Code, does not specify the structural requirements needed for the subsumption of criminal offences in the notion of “organized crime violations”.
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