Firenze, Italia
L’Autore ricostruisce il ruolo dell’opera di Aldo Moro nella scienza penalistica italiana, fondata su una visione etica dello Stato, ma sempre centrata sulla persona. Il contributo segue le tracce del suo “personalismo umanistico” sia nella concezione del reato, tutta centrata sulla colpevolezza, sia nella concezione della pena, evidente nella sua posizione sull’ergastolo, chiarendo l’impronta “realistica” del suo pensiero, consapevolmente astratto ma mai freddamente formalistico.
The author reconstructs the role of Aldo Moro’s work in Italian criminal law, based on an ethical vision of the State, but always centered on the human person. The article follows the traces of his “humanistic personalism” both in the conception of the offense, focused on guilt, and in the conception of punishment, evident in his stance on life imprisonment, clarifying the “realistic” imprint of his thought, consciously abstract but never coldly formalistic.
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