Arrondissement de Mons, Bélgica
The paper investigates “editorial memoirs” as a specific literary genre. From the second half of the nineteenth century, in fact, with Gaspero Barbèra's Memorie di un editore up to the present day in which we record a great diffusion of autobiographical writings by Italian publisher-authors, such as Calasso, Bompiani and Ferri, editorial memoir has been marked by a series of recurring formal elements and structural approaches. Despite the diversity among different creative horizons, the constant return of certain characteristic traits leads to an overall analysis of the works. The essay analyzes stylistic and thematic choices within some texts by Italian publishers-autobiographers from the second half of the nineteenth century to the present. The goal is to identify recurring textual elements that allow for an overview of this specific literary genre, providing a different perspective to studies of publishing history.
L’articolo si propone di indagare le “memorie editoriali” come uno specifico genere letterario afferente all’orizzonte delle scritture del sé. Dalla seconda metà dell’Ottocento, infatti, con le Memorie di un editore di Gaspero Barbèra, fino ad oggi, in cui registriamo una grande diffusione di scritti autobiografici di editori-autori italiani, come Calasso, Bompiani e Ferri, la memorialistica editoriale è stata contraddistinta da una serie di elementi formali e approcci strutturali ricorrenti. Pur nella diversità degli orizzonti creativi, il ritorno costante di determinati tratti induce ad analizzare complessivamente le opere. Il saggio analizza le scelte stilistiche e tematiche all’interno di alcuni testi di editori-autobiografi italiani dalla seconda metà dell’Ottocento ad oggi. L’obiettivo è quello di individuare elementi testuali che permettano di avere uno sguardo di insieme su questo specifico genere letterario, capace di contribuire con una prospettiva nuova agli studi sulla storia dell’editoria.
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