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L'oggetto mediatore mediato o dimenticato. Discrimine nella letteratura italiana del Novecento per legami fantastici trasformativi o nucleari

    1. [1] Universidad de Granada

      Universidad de Granada

      Granada, España

  • Localización: Cuadernos de filología italiana, ISSN 1133-9527, Nº. 31, 2024 (Ejemplar dedicado a: Monográfico: Dal margine al centro: rappresentazioni della disabilità nella letteratura e cultura dell’Italia contemporanea), págs. 311-323
  • Idioma: italiano
  • Títulos paralelos:
    • The mediated or forgotten mediating object. Discrimination in twentieh-century Italian literature for transformative or nuclear fantastic linkages
  • Enlaces
  • Resumen
    • English

      The mediating object represents one of the most effective narrative mechanisms for materializing the threshold crossing between distinct diegetic or ontological planes in fantastic narratives (Lugnani 1983), both in those belonging to the generic canon of the nineteenth century and in the modal ones of the twentieth century. Within the Italian literary tradition of the twentieth century, taking as an example texts emblematic of the different types of fantastic constructions (Lazzarin 2015), we can grasp a development of this resource that loses its corporeity to leave space for an indirect presence, mediated by the imagination of the characters, their vital senses, the information they handle during the action, or even its disappearance, leaving the extra-ordinary event without counter-evidence. The analytical scheme derived from apperception theory (Remorini 2023a) also highlights how the presence of the mediating object is indispensable for a change in the apperceptive connections of readings around new referential attractors.

    • italiano

      L’oggetto mediatore rappresenta uno dei meccanismi narrativi più efficaci per materializzare l’avvenuto passaggio di soglia tra distinti piani diegetici od ontologici nelle narrazioni fantastiche (Lugnani 1983), sia in quelle appartenenti al canone generico del XIX secolo, sia in quelle modali del XX secolo. Prendendo come esempio testi emblematici delle diverse tipologie di costruzione fantastica (Lazzarin 2015), possiamo cogliere all’interno della tradizione letteraria italiana del Novecento uno sviluppo di questa risorsa che perde poco a poco la sua precipua corporeità per far spazio a una presenza indiretta, mediata dall’immaginazione dei personaggi, dai loro sensi vitali, dalle informazioni di cui dispongono durante il trascorso dell’azione, o che addirittura scompare, lasciando senza controprova l’evento extra-ordinario. Lo schema analitico derivante dalla teoria delle appercezioni (Remorini 2023a) evidenzia inoltre come la presenza dell’oggetto mediatore sia indispensabile per un cambio delle connessioni appercettive di letture intorno a nuovi attrattori referenziali.


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