The paper analyzes a recent ruling of the Supreme Court that, while keeping alive the contrast as tothe requirements for committing the crime of drug importation, contradicts the argument of those who consider the agreement sufficient to do that and adheres to the address that requires the importer to assume the autonomous detention of narcotic substance. Considering it possible toacquire such material availability even abroad, the judgment raises interesting substantive andprocedural law questions.
Il contributo analizza una recente pronuncia della Corte di cassazione che, mantenendo vivo il contrasto in ordine all’individuazione del momento di consumazione del delitto di importazione di sostanze stupefacenti, rifiuta il principio consensualistico e aderisce all’indirizzo che richiede l’assunzione, da parte dell’importatore, dell’autonoma detenzione della sostanza. Nel ritenere possibilel’acquisizione di detta disponibilità anche all’estero, la sentenza solleva interessanti questioni teoriche, di diritto sostanziale e processuale.
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