Il presente è il risultato di vecchie e nuove riorganizzazioni e intuizioni. Mentre si moltiplicano gli studi sualgoritmi, reti neurali e intelligenza artificiale, mutano le velocità e si assiste a cambi di paradigma. Con larivoluzione dei big data, infatti, il paradigma logico-deduttivo cede il passo all’approccio statistico, che trai vari scopi ha quello fondamentale di elaborare modelli predittivi e selettivi, nel frattempo che raggruppagli oggetti in classi il più possibile omogenee. Al di là degli indiscutibili vantaggi, legati alla possibilità diprocessare una gran mole di dati senza un particolare dispendio di tempo e di energie, l’odierno sviluppotecnico-scientifico solleva molteplici e serie domande. Queste ultime riguardano soprattutto la sfera deidiritti, che si arricchiscono di nuovi contorni e significati, sino al punto di tutelare istanze pressoché inedite.Emblematico è quanto avviene riguardo al diritto alla privacy, che evolve oggi nel diritto di proteggere idati personali. Proprio quei dati che costituiscono oramai il primo motore dell’economia contemporanea
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