This article is an acknowledgement of Abdelmalek Sayad’s contribution, by adopting part of the author’s methodological proposal and turning this into a dialogue, with some reflection on Silvia Federici’s feminist criticism. The main aim here is to examine the social transformation resulting from migration while focusing on gender relations as part and parcel of the experience of both emigration and immigration. The re-examining of the “double absence”, from the point of view of women, is developed by retracing the steps back to various territories in Mediterranean Europe, Burkina Faso, Mexico, and the United States. The method used is predominantly qualitative, the research was carried out between 2012 and 2020. The text adopts Sayad’s proposal for an overall reconstruction of the migration process. In this case the critical perspective will take into consideration “state thought” and the capitalist system, as well as a patriarchal social structure.
L’articolo rende omaggio al contributo sociologico di Abdelmalek Sayad recuperando una parte della proposta metodologica dell’autore e facendola dialogare con alcune riflessioni sviluppate dalla critica marxiana e femminista di Silvia Federici. L’obiettivo è quello di osservare le trasformazioni sociali correlate al processo migratorio considerando anche i rapporti di forza esistenti nelle relazioni di genere, che connotano l’esperienza tanto di emigrazione che di immigrazione. La rilettura della “doppia assenza”, dal punto di vista delle donne, viene sviluppata ripercorrendo differenti territori dell’Europa Mediterranea, Burkina Faso, Messico e Stati Uniti. Il metodo usato é prevalentemente qualitativo, l’attività di ricerca si è svolta tra gli anni 2012 e 2020. Il testo raccoglie l’invito di Sayad alla ricostruzione complessiva del processo migratorio. In questo caso la prospettiva critica riguarda tanto il pensiero di Stato che il sistema capitalista, così come le strutture sociali patriarcali.
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