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Il sorgere in Italia della linguistica orientalista: Sanscrito e Indologia

  • Autores: Giuliano Boccali, Alice Crisanti
  • Localización: Archivio glottologico italiano, ISSN 0004-0207, Vol. 108, Nº. 1, 2023, págs. 88-143
  • Idioma: italiano
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  • Resumen
    • English

      Setting forth from the notes G.I. Ascoli wrote in 1852 during his trip to Northern Italy, the first part of this paper traces an outline of distinctive moments, places, and the peculiar features of Indian studies in Italy while he was active. From his attempt to «unite scattered forces» to the institutionalisation process of Italy’s Indian studies, and to the directions they took at the turn of the century, the first section analyses contributions by leading exponents and explores the pathways that led a broader public to be exposed to Indian themes and motifs, a process which shaped a peculiar portrayal of India that permeated the Italian culture of the 19th-20th centuries, even acting as a receptacle for later studies.

      The second section examines the six grammar books compiled by Italian academics over the same period of time, highlighting their requirements. It emerges that – save for parts of Flechia’s and Pullé’s – the aims, structures, methods, and limitations of Italian grammars of the Sanskrit language are characterised by a merely practical need to enable students to read and translate passages from epics or classic novels autonomously. The courses and manuals published during Ascoli’s years of activity, as well as in the following decades, appear fully to achieve this goal.

      The third section discusses a few remarkably far-reaching and (almost) unique events in the field on an international level, specifically in comparison to different outcomes in Germany: De Gubernatis’s trips (1885-1886), Florence’s Museo Indiano, Pullé’s La cartografia dell’India antica [A Cartography of Ancient India], his 1902 trip to India and the foundation of Museo Indiano in Bologna’s Archiginnasio. This widespread interest for India in Italy is also documented in a number of other fields, all of which are in turn examined: from poetry to publishing and paintings, from opera librettos and musical dramas to production designs. As well as highlighting the vividness of India’s portrayal in Italy, the paper’s conclusion dwells on the international dimension of Ascoli’s scientific activity and on his crucial contributions, particularly in comparative Indo-European and Aryan phonetics

    • italiano

      Partendo dalle note che G.I. Ascoli scrisse nel 1852 durante il suo viaggio nel Nord Italia, la prima parte di questo articolo traccia un profilo dei momenti significativi, dei luoghi e delle caratteristiche peculiari degli studi italiani di indianistica. Dal tentativo di Ascoli di «unire forze sparse» al processo di istituzionalizzazione degli studi di indianistica in Italia, fino agli orientamenti che questi presero a cavallo del secolo, la prima sezione analizza i contributi di importanti esponenti della disciplina ed esplora le vie in cui temi e motivi di indianistica si sono diffusi a un pubblico più esteso, ricostruendo il processo che ha dato forma a una peculiare rappresentazione dell’India nella cultura italiana del XIX e XX secolo, fungendo anche da ricettacolo per studi successivi.

      La seconda sezione esamina i sei libri di grammatica compilati da accademici italiani nello stesso arco di tempo, evidenziandone caratteristiche e obiettivi. Emerge che – salvo alcune parti di grammatiche di Flechia e Pullé – gli scopi, le strutture, i metodi e gli argomenti delle grammatiche italiane della lingua sanscrita sono giustificati da un’esigenza meramente pratica di consentire agli studenti di leggere e tradurre autonomamente brani di poemi epici o romanzi classici. I corsi e i manuali pubblicati negli anni di attività di Ascoli, così come nei decenni successivi, appaiono pienamente in grado di raggiungere questa finalità.

      Nella terza sezione vengono presentati alcuni eventi di notevole importanza per lo sviluppo dell’indianistica e (quasi) unici a livello internazionale, soprattutto in confronto con i diversi esiti che si ebbero in Germania: i viaggi di De Gubernatis (1885-1886), il Museo Indiano di Firenze, La cartografia dell’India antica di Pullé, il suo viaggio in India del 1902 e la fondazione del Museo Indiano all'Archiginnasio di Bologna. La diffusione dell’interesse per l'India in Italia è documentata anche in numerosi altri campi, tutti di volta in volta esaminati: dalla poesia all'editoria e alla pittura, dai libretti d'opera e i drammi musicali alle scenografie. Oltre a evidenziare la vividezza della rappresentazione dell’India in Italia, la conclusione dell’articolo si sofferma sulla dimensione internazionale dell’attività scientifica di Ascoli e sui suoi contributi cruciali, in particolare nel campo della fonetica comparata indoeuropea e aria.


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