La Costituzione italiana prevede forme di regionalismo, che sono però ben diverse da quelle che vorrebbe impiantare il disegno di legge sull’autonomia differenziata. Il regionalismo auspicato dalla nostra Carta è di stampo solidale: mette al centro, cioè, non la suddivisione delle funzioni, bensì l’inviolabilità e l’universalità dei diritti. È da questo che discende la distribuzione dei poteri, non viceversa come vorrebbero, invece, i fautori della “secessione dei ricchi”.
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