La Carta costituzionale non rifiuta la leadership esercitata dalla figura del presidente del Consiglio, ma la riconduce a una raffinata capacità di rapporto fra elementi in seno al governo, fra il governo e la sua maggioranza parlamentare, e infine fra i partiti e la società civile. Al centro c’è la politica come movimento dal basso verso l’alto, capacità di tessitura fra i rappresentanti e di costante relazione con i rappresentati ai quali si chiede partecipazione attiva, non un passivo atto di identificazione o fede verso un capo carismatico. [Per un errore sul cartaceo nel titolo compare la parola “primum” anziché “primus”. Ce ne scusiamo con l’autrice e con i lettori]
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