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Tra lingua, metodo e selezione dei modelli: il rapporto tra scrittura teologica e ricerca dell’unità nel pensiero di Jean Gerson

  • Autores: Luciano Micali
  • Localización: Patristica et Mediævalia, ISSN-e 2683-9636, ISSN 0325-2280, Vol. 44, Nº. 1, 2023, págs. 21-34
  • Idioma: italiano
  • Títulos paralelos:
    • Language, Method, and Selection of Models: The Relationship between Theological Writing and Search for Unity in Jean Gerson’s Though
  • Enlaces
  • Resumen
    • italiano

      La ricerca dell’unità in ambito dottrinale, specchio e strumento dell’unità della Chiesa, è un elemento ricorrente nell’opera di Jean Gerson (1363-1429), rinomato teologo e cancelliere dell’Università di Parigi a cavallo tra il XIV ed il XV secolo. L’insistenza sul concetto di unità è veicolata da una costante riflessione sul ruolo e sui modi della scrittura teologica. Gerson individua precisi metodi e modelli da seguire al fine di spiegare alcune oscurità delle Scritture con chiarezza e precisione e senza rischi per l’integrità della dottrina. Parte fondamentale della riflessione sulla scrittura teologica è la discussione sulla possibilità di usare le lingue volgari, una possibilità che il cancelliere parigino nega in maniera lapidaria, stigmatizzando la confusione linguistica che inevitabilmente conduce non solo all’incomprensione reciproca, ma alla rottura di una corrispondenza tra termini e concetti che affonda le proprie radici in una consolidata e plurisecolare tradizione teologica in latino. Il presente articolo si propone di studiare la riflessione di Gerson sulla lingua, sui metodi e sulla selezione dei modelli nell’ambito della scrittura teologica accademica, nel quadro più ampio della ricerca dell’unità in ambito dottrinale, elemento necessario per perseguire l’unità della Chiesa tout court.

    • English

      The search for unity in the doctrinal sphere, mirror and instrument of the unity of the Church, is a recurring element in the work of Jean Gerson (1363-1429), renowned theologian and Chancellor of the University of Paris between the 14th and the 15th century. The insistence on the concept of unity is conveyed by a constant reflection on the role and methods of the theological writing. Gerson identifies precise methods and models to follow in order to explain some obscurities of the Scriptures with clarity and precision, and without risks for the integrity of the doctrine. A fundamental part of the reflection on theological writing is the discussion on the possibility of using vernacular, a possibility that the Parisian chancellor strongly denies, stigmatizing the linguistic confusion which inevitably would lead not only to mutual misunderstanding, but to the breakdown of a correspondence between terms and concepts that has its roots in a consolidated and centuries-old theological tradition in Latin. The present article intends to study Gerson’s reflection on the language, methods and selection of models in the context of the academic theological writing, in the broader framework of the search for unity in the doctrinal sphere, a necessary element for pursuing the unity of Church tout court.


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