Roma Capitale, Italia
Among the delicts against the sacraments in the new Book vi of the CIC is the deliberate administration of a sacrament to those who are prohibited from receiving it (cf. can. 1379 § 4). This conduct was punished in the 1917 Code but decriminalized in 1983 with the promulgation of the current Code. The considerable disparity of doctrinal interpretations regarding its scope, taking into account the present ecclesial and cultural context, however, seems to be due not so much to the formulation of this penal norm as to the way in which the prohibitions on receiving the sacraments are formulated in current law. This disparity makes it particularly appropriate that the evaluation of this delict take into account the canonical tradition, according to the indication established in the can. 6 § 2 CIC for the canons that repeat former law. For this purpose, we offer an overview of how this crime was interpreted in the period between the two codifications.
Tra i delitti contro i sacramenti nel nuovo Libro vi del CIC è stata inserita la deliberata amministrazione di un sacramento a colui al quale è proibito riceverlo (cfr. can. 1379 § 4). Tale condotta era punita nel Codice di 1917, ma fu depenalizzata nel 1983 con la promulgazione di quello vigente. La notevole disparità di interpretazioni dottrinali circa la sua portata, tenuto conto dell’attuale contesto ecclesiale e culturale, sembra tuttavia dovuta non tanto alla formulazione di questa norma penale quanto al modo in cui sono formulate nel diritto vigente le proibizioni di ricevere i sacramenti. Tale disparità rende particolarmente opportuno che la va lutazione di questo delitto tenga conto della tradizione canonica, secondo l’indicazione stabilita nel can. 6 § 2 CIC per i canoni che riportano il diritto antico. A questo scopo si offre una panoramica di come veniva interpretato questo delitto nel periodo tra le due codificazioni.
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