The essay intends to reconstruct Carlo Levi’s thought on intentional institutional violence, with particular regard to the Nazi totalitarian tragedy. Levi’s reading is situated in a psychological perspective focused on the relationship between subjective psychic dynamics and logics of social functioning. The escape from freedom, dictated by fear, induces the mass of people to entrust themselves to a ruler who proposes himself as an omnipotent warlord; obtaining in this way the fulfilment of a tragic epilogue: the loss of freedom. But from this condition – this is Levi’s firm conviction – we can get up again.
Il saggio intende ricostruzione il pensiero di Carlo Levi sul tema della violenza istituzionale intenzionale, con particolare riferimento alla tragedia totalitaria nazista. La lettura di Levi si colloca nella scia delle interpretazioni che privilegiano il profilo psicologico, in particolare il rapporto tra le dinamiche psichiche soggettive e le logiche di funzionamento sociali. La fuga dalla libertà, dettata dalla paura, induce la massa delle persone ad affidarsi a un dominatore che si propone come onnipotente signore della guerra; ottenendo per questa via il compiersi di un epilogo tragico: la perdita della libertà. Ma da questa condizione – questo il saldo convincimento di Levi – ci si può rialzare.
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