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L’amministrazione di sostegno tra tutela e protezione: nuova forma di prevenzione della vittimizzazione? L’applicazione della L. 6/2004 attraverso una ricerca comparata

    1. [1] Università degli Studi di Bologna
  • Localización: Rivista di criminologia, vittimologia e sicurezza, ISSN-e 1971-033X, Vol. 7, Nº. 3, 2013, págs. 102-131
  • Idioma: italiano
  • Enlaces
  • Resumen
    • English

      The aim of this work is to analyse some topics related to victimisation of weak people. The condition of weakness can be due to illness, physical and psychological deficits, and problems related to old age. So, these people are more likely to be victims of certain types of crimes and violence: in particular, elderly or people with disability, often defined as “not self-sufficient”, “disabled”, “inactive”, “unproductive”, who are stigmatized and excluded from society because it requires people being more and more efficient and dynamic.

      This article seeks to reflect on, on the one hand, the concepts of disability and not self-sufficiency, and, on the other hand, the principles, the sociological implications and the enforcement of the Italian law (law n° 6/2004) which established the interim administrator. In fact, this law seems to be able to change the view of these so-called “risk categories”.

    • français

      L’objectif de ce travail est d’analyser certains sujets liés à la victimisation des personnes faibles. La condition de faiblesse peut être due à la maladie, aux déficits physiques et psychologique, et à de problèmes dus à la vieillesse. Ainsi, ces personnes sont le plus souvent victimisées par certains types de crimes et de violence : notamment, les personnes âgées ou handicapées, souvent définies comme « non autosuffisantes », « invalides », « inactives », « improductives », qui sont stigmatisées et exclues de la société car cette dernière requiert des personnes de plus en plus efficientes et dynamiques.

      Cet article vise, d’une part, à réfléchir sur les concepts d’invalidité et de personne non autosuffisante, et, d’autre part, sur les principes, les conséquences sociologiques et l’application de la loi italienne (n° 6/2004) qui a institué l’administrateur provisoire des biens. En effet, cette loi semble capable de changer les points de vue sur les « groupes à risque ».

    • italiano

      Il presente lavoro ha come oggetto di interesse le tematiche relative alla vittimizzazione delle persone che versano in uno stato di debolezza e fragilità e che, a causa di condizioni precarie legate alla presenza di malattie, di deficit fisici o psichici, di problematiche connesse all’età che avanza, sono sempre più spesso vittime “privilegiate” di particolari tipologie di crimini e violenze. Anziani e disabili nello specifico, spesso definiti “non-autosufficienti”, “inabili”, “inattivi”, “improduttivi”, che portano il peso di un marchio che li costringe a vedersi esclusi dalle dinamiche di una società che sempre più chiede efficienza e dinamicità.

      Questo contributo vuole essere uno spunto di riflessione sulla concezione, ancora troppo stereotipata e colma di pregiudizi, della disabilità e della non-autosufficienza, da un lato, e un’analisi sulle problematiche che riguardano le persone “prive in tutto o in parte di autonomia”, dall’altro, passando attraverso i presupposti, i principi ispiratori, le implicazioni sociologiche e i profili applicativi di una legge – la n. 6 del 2004, che istituisce la figura dell’amministrazione di sostegno – che sembra aver aperto la strada ad un nuovo modo di guardare e di rivolgersi a quelle che non vogliamo più solo definire “categorie a rischio”.

      L’articolo presenta i principali risultati di una ricerca svolta nelle città di Vibo Valentia, Bologna e Forlì, con l’obiettivo di analizzare l’efficacia applicativa della legge in esame nelle aree di riferimento, cercando di evidenziare, grazie ai contributi offerti da alcuni operatori del settore, eventuali analogie e/o differenze significative. In secondo luogo, si è analizzata la correlazione tra l’amministrazione di sostegno e la prevenzione di episodi potenzialmente vittimizzanti per i beneficiari dell’istituto in esame, annoverati tra le cosiddette “categorie a rischio”.


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