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Com’era il volto di Dante? Fisiognomica e psicologia nel “Trattatello in laude di Dante” di Boccaccio: nota per una possibile fonte

  • Autores: Natascia Tonelli
  • Localización: Studi e problemi di critica testuale, ISSN 0049-2361, Nº. 103, 2021 (Ejemplar dedicado a: Emilio Pasquini: una magnifica passione : nel settimo centenario della morte di Dante), págs. 371-380
  • Idioma: italiano
  • Texto completo no disponible (Saber más ...)
  • Resumen
    • Nel “Trattatello in laude di Dante”, Boccaccio descrive alcuni tratti somatici che sono fra l’altro – secondo l’A. – totalmente assenti dalla ritrattistica canonica. Il Dante di Boccaccio è definito pensoso e malinconico, e il quadro umorale e il tipo psicologico che Boccaccio individua per lui corrispondono e sono coerenti con la trattatistica filosofica e psicologica che, a partire dal problema XXX, 1 pseudoaristotelico, indica la complessione malinconica come caratteristica degli uomini di genio. Nel Canone di Avicenna, nella descrizione fisica degli uomini peculiarmente inclini alla malinconia, l’A. identifica i tratti così caratteristici che Boccaccio attribuisce al volto di Dante (barba e capelli neri, labbra prominenti) in un ritratto che crede intenda essere volutamente fisiognomico.


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