Nel “Trattatello in laude di Dante”, Boccaccio descrive alcuni tratti somatici che sono fra l’altro – secondo l’A. – totalmente assenti dalla ritrattistica canonica. Il Dante di Boccaccio è definito pensoso e malinconico, e il quadro umorale e il tipo psicologico che Boccaccio individua per lui corrispondono e sono coerenti con la trattatistica filosofica e psicologica che, a partire dal problema XXX, 1 pseudoaristotelico, indica la complessione malinconica come caratteristica degli uomini di genio. Nel Canone di Avicenna, nella descrizione fisica degli uomini peculiarmente inclini alla malinconia, l’A. identifica i tratti così caratteristici che Boccaccio attribuisce al volto di Dante (barba e capelli neri, labbra prominenti) in un ritratto che crede intenda essere volutamente fisiognomico.
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