Genoa, Italia
Il diritto all’identità religiosa, sulla scorta dei valori che informano la struttura normativa degli ordinamenti secolari, rileva sia giuridicamente –perché legato al sentimento religioso e al suo libero formarsi e manifestarsi nella garanzia della tutela costituzionale –sia in prospettiva socio-antropologica, poiché elemento costitutivo dell’identità personale e fattore di appartenenza, capace di generare profondi legami fra coloro che condividono le stesse convinzioni religiose ed innalzare altrettante barriere di separazione fra il “noi” e gli “altri”. Il superamento di tale dicotomia è realizzabile con l’instaurazione di un autentico dialogo interreligioso quale insostituibile componente del dialogo interculturale, dove la consapevolezza delle diversità possa rappresentare fonte di arricchimento e stimolo di crescita della collettività. Nell’attuale momento storico, in cui i contrasti tra i Popoli che si affacciano sul Mediterraneo rischiano di compromettere i delicati equilibri della società pluralista, plurietnica e pluriconfessionale, appare quanto mai opportuna una riflessione che, alla luce dei principi conciliari e del magistero pontificio, sottolinei quell’ermeneutica del dialogo interreligioso in grado di promuovere, nell’incontro dei valori, un “dialogico” diritto all’identità religiosa pur nell’intangibilità del Depositum Fidei procedendo, tra influenze subite e contaminazioni prodotte, lungo i sentieri della Chiesa “in uscita”.
The right to religious identity it’s very important, both from the legal point of view, both socio-anthropological perspective, as constitutive element of personal identity and belonging factor. Overcoming this dichotomy is achievable with the establishment of an authentic interreligious dialogue as an irreplaceable component of intercultural dialogue, where the awareness of diversity can be a source of enrichment and a stimulus to the growth of the community. In the current historical moment, when the contrasts between the Peoples facing the Mediterranean risk compromising the delicate balances of the pluralist, multi-ethnic and multi-confessional society, a reflection on the basis of the conciliar principles and the papal magisterium, appears underline the interreligious dialogue able to promote a “dialogical” right to religious identity even in the intangibility of the Depositum Fidei moving, between suffered influences and produced contaminations, along the paths of the Church "in Exit".
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