The article aims at analysing the debate on the introduction of a legal minimum wage in the light of the crisis of collective bargaining. Methodology: The analysis is carried out with a focus on recent developments in national collective bargaining, with a view to the European issue. Results: In summary, the introduction of legal minimum wages seems to be a goal that can no longer be avoided, even if the role of social partners in the determination of minumum wage should be enhanced. Limits and implications: Research on minimum wage faces a continuous evolution of collective bargaining (e.g. the uncontrolled proliferation of CCNLs and the spread of so-called pirate contracts) and with some important changes in EU law. Originality: The adopted approach is characterised by a focus on some typical issues of collective bargaining, in particular the concept of category.
L’articolo si propone di analizzare il dibattito sull’introduzione di un salario minimo legale alla luce della crisi della contrattazione collettiva. Metodologia: L’analisi viene condotta con attenzione alle recenti vicende evolutive del contratto collettivo nazionale, in una prospettiva di attenzione al tema europeo. Risultati: In sintesi, l’introduzione di forme di salario minimo legale sembra un traguardo non più eludibile, anche se occorre valorizzare il ruolo delle parti sociali nella determinazione del salario stesso. Limiti e implicazioni: La ricerca sul salario minimo oggi si scontra con un’evoluzione continua degli strumenti contrattuali (si pensi alla proliferazione incontrollata dei CCNL e alla diffusione dei c.d. contratti pirata) e con alcune novità di rilievo sul versante europeo. Originalità: L’approccio adottato si distingue per una attenzione ad alcuni tipici temi della regolazione della contrattazione collettiva, in particolare il concetto di categoria.
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