Nápoles, Italia
This article intends to reflect on the tension between the garden and the city, considered in their metaphorical value as places of human construction in its historical-temporal horizon. Places, that is, original and future, real or imaginary, in which man and society can rethink themselves. In this sense, it’s possible to describe a sort of philosophical topography internal to the Zambranian reflection, capable of questioning the limits of humanity and its relationship with nature.
Questo articolo ha il proposito di riflettere sulla tensione tra il giardino e la città, considerati nel loro valore metaforico, come luoghi dell’umano costruire nel suo orizzonte storico-temporale. Luoghi, ovvero, originari e futuri, reali o immaginari, nei quali l’uomo stesso e la società possono ripensarsi. In questo senso, è possibile descrivere una specie di topografia filosofica interna alla riflessione zambraniana, capace di mettere in questione i limiti dell’umano ed il suo rapporto con la natura.
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