The Supreme Court confirmed that, in the de libertate proceeding, the impossibility of applying the measure of pre-trial detention to the defendant over seventy years old - except in the presence of exceptional precautionary requirements - is not limited to the genetic phase of application of the measure, but it also extends to the executive phase of the same. The decision, with its numerous conforming precedents, allows, on the one hand, to examine “the principle of continuity of the control of legality on coercive measures”, the leitmotif of the restrictive dynamics of personal freedom; on the other hand, it allows to reconstruct - broadly - the system of “polyvalent” protection of the elderly in criminal proceedings, in order to grasp the lights and shadows
La Corte di legittimità ha ribadito come, nel procedimento de libertate, l’impossibilità di applicare la misura della custodia carceraria nei confronti dell’imputato ultrasettantenne - salvo la sussistenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza - non si limiti alla fase genetica di applicazione della misura, ma si estenda anche alla fase esecutiva della stessa. La decisione, dai numerosi precedenti conformi, consente, da un lato, di esaminare il cd. “principio di continuità del controllo di legalità sulle misure coercitive”, fil rouge delle dinamiche restrittive della libertà personale; dall’altro, permette di ricostruire - sia pure a grandi linee - il sistema di tutela “polivalente” dell’anziano nel procedimento penale, al fine di coglierne luci ed ombre
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