Emanuele Berti’s commentary to Seneca’s Letters 114, 40, 100, and 84 analyzes some of the most important texts in which the philosopher develops his ideas on style and literature. As far as philosophic prose such as his own is concerned, aiming to encourage the reader’s moral progress, the writer should first appeal to the latter’s emotions through admonitio, in order to drive him to undertake his own moral improvement; when this goal is achieved, the writer should resort to a more relaxed discourse (sermo), devoid of any emotional and irrational appeal.
As far as literature in general is concerned, Seneca’s most original idea is the pre-eminence he awards to the writer’s personality over abstract rhetorical and literary rules and the approach to the literary heritage as a means for a complete cultural and human formation rather than a training in purely formal expressive ability.
Il commento di Emanuele Berti alle epistole 114, 40, 100 e 84 di Seneca esamina alcuni tra i più significativi testi nei quali il filosofo prende posizione su questioni stilistiche e letterarie. Per quanto riguarda la prosa filosofica che, come quella delle sue opere, mira a favorire il progresso morale del lettore, lo scrittore deve prima ricorrere all’emotività attraverso l’admonitio, per indurre il suo pubblico a intraprendere il proprio miglioramento etico; poi, ottenuto lo scopo, istruirlo con un discorso più disteso (sermo), che rinunci ormai agli effetti psicagogici.
In rapporto al fatto letterario più in generale l’idea più originale di Seneca è la preminenza assegnata alla personalità dello scrittore sulle astratte regole retoriche e letterarie e l’approccio alle opere dei grandi scrittori come strumento non tanto di acquisizione di capacità espressive formali quanto di formazione culturale ed umana completa.
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