La socialità umana – molto più simile a quella delle formiche che a quella degli scimpanzé – è ambivalente: cooperiamo molto bene con chi appartiene al nostro gruppo, mentre tendiamo a vedere una minaccia in chi è ‘altro da noi’. È più facile infatti fidarsi di persone della stessa società o di società amiche, perché il loro comportamento è molto più prevedibile. Oggi però, in un mondo fittamente popolato e intimamente interconnesso, quei pregiudizi sugli outsiders, un tempo adattativi, possono ritorcersi contro di noi.
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