Da diverso tempo uno spettro si aggira nel pensiero filosofico-politico di sinistra: quello di un rassegnato vittimismo. Si postula che le forme della signoria – di solito un capitale intelligentissimo che si serve di una tecnologia potentissima – vincano sempre e che l’unico compito della riflessione di sinistra consista nel versare qualche lacrima sugli sconfitti, o addirittura non piangere affatto, atteggiandosi a esprits forts che guardano all’ineluttabile con rassegnata forza. Un atteggiamento di cui Foucault – che però di sinistra non era – è insigne esempio.
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