En el movimiento Montessori hay un área específica en el niño y la primera infancia, que en sus orígenes y en su investigación es poco conocido incluso en el interior. La más pequeña, la palabra-no (los bebés, de hecho) están en todas partes infravalorados. Es difícil de morir el prejuicio de que son poco más que un tracto digestivo o una fuente de incomodidad, de caprichos incomprensibles y exige que los padres modernos son cada vez menos dispuestos a cumplir. Montessori lugar ya a principios del siglo XX se ha puesto de manifiesto la riqueza de los recién nacidos, y el extraordinario potencial de auto-propietaria, la recepción sensorial aguda, no postergar la necesidad de estabilidad, continuidad en los informes y los ritmos diarios: ternura y calma, calidez y capacidad de agarrar, señalando con respecto a sus reacciones, necesidades que a menudo, aunque similar a otros compañeros, se revela como absolutamente personal.
Nel movimento Montessori c’è un settore specifico, relativo al neonato e alla primissima infanzia, che nelle sue origini e nelle sue ricerche è poco conosciuto perfino al suo interno. I piccolissimi , i senza-parola (infanti, appunto) sono ovunque sottovalutati. E’ duro a morire il pregiudizio che siano poco più che un tubo digerente o una fonte di fastidi, di incomprensibili capricci e di esigenze che i genitori moderni sono sempre meno disposti a soddisfare. Montessori invece già nel primo Novecento ha messo in luce la ricchezza del neonato, le straordinarie potenzialità e di autoregolazione che possiede, l’acuta ricezione sensoriale, il bisogno non rinviabile di stabilità, di continuità nelle relazioni e nei ritmi quotidiani: tenerezza e calma, calore e capacità di cogliere, osservando con rispetto le sue reazioni, bisogni che spesso , pur simili ad altri coetanei , si rivelano come del tutto personali.
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