Ripercorrendo le questioni dalla 2 alla 26 della Prima Pars della Summa Theologica di san Tommaso d’Aquino, l’articolo si propone di mostrare l’unità interna al trattato de Deo grazie alla rilettura offerta da padre Réginald Garrigou-Lagrange (1877-1964). La tesi dell’eminentia Deitatis si dimostra la chiave di volta del procedimento di rilettura del processo teologico avviato dall’Aquinate, cosicché per ogni analisi puntuale emerge un rimando all’integrità della visione su Dio e sulla sua vita intima. Conoscere meglio l’Essere che è Dio e il suo stesso agire, significa comprendere meglio l’uomo e il suo fine ultimo: la visio beatifica. Ecco perché la nominazione di Dio non è una problematica secondaria nella teologia cattolica: non siamo figli di un Dio senza Volto e senza Nome. E la prospettiva di Garrigou-Lagrange è guida fondamentale per leggere l’Aquinate in questa direzione. L’articolo auspica una nuova rinascita della trattazione su Dio nel senso classico del termine e della ripresa dei commenti alla Summa Theologica.
© 2001-2026 Fundación Dialnet · Todos los derechos reservados