Lo studio della figura di Filippo Argenti (Inferno VIII) si configura come un vero e proprio cimento ermeneutico, per la difficoltà di classificazione degli spiriti situati nel quinto cerchio, e per la varietà delle interpretazioni che si sono profilate nel corso dei secoli, qui passate in rassegna. Dall’indagine, tuttavia, emergono evidenze a sostegno della tesi secondo la quale si tratterebbe delle anime dei superbi, che manifestano atteggiamenti di irascibilità, dettati dall’eccessivo orgoglio, dall’arroganza e dalla presunzione da cui sono dominate. Iracondia e superbia, fuse, dunque, nella figura del «fiorentino spirito bizzarro», a completare il quadro dei sette peccati capitali.
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