This article focuses on the scene of the farewell to Rome by Rutilio Namaziano, to whose description the first section of the De reditu sua is dedicated, with the aim of offering an overview of the different details that compose it. The passages of the poem that precede and follow the famous "hymn" offered to the city (i, 47-164) will be examined in particular: the representation of this parting is in fact included between the debut of the work, in which Rutilio it illustrates the reasons that led him to return to Gaul (especially vv. 19-34), and the passage that, by merging perception and imagination, outlines the vision of Rome from distance (vv. 189-204). Through a comparison with the elegiac tradition, in particular the Ovid one, the comparison, known to critics, between the condition of the poet and that of a lover forced to abandon the beloved woman will be taken up and deepened: this combination finds in fact interesting points of contact with some situations recalled, among others, in the Heroides. The contribution therefore aims to highlight how Rutilio probably modeled his discidium from Rome on a precise "farewell scheme", characterized by a series of images and motifs already present in the love poem.
Questo articolo si concentra sulla scena dell’addio a Roma di Rutilio Namaziano, alla cui descrizione è dedicata la prima sezione del De reditu suo, con l’obiettivo di offrire una lettura d’insieme dei differenti dettagli che la compongono. Saranno esaminati in particolare i passi del poema che precedono e seguono il celebre “inno” offerto alla città (i, 47-164): la rappresentazione di questo commiato è infatti compresa fra l’esordio dell’opera, in cui Rutilio illustra i motivi che lo spingono a fare ritorno in Gallia (soprattutto vv. 19-34), e il brano che, fondendo percezione e immaginazione, delinea la visione di Roma dalla distanza (vv. 189-204). Attraverso un confronto con la tradizione elegiaca, in particolare ovidiana, verrà quindi ripreso e approfondito il paragone, noto alla critica, fra la condizione del poeta e quella di un innamorato costretto ad abbandonare la donna amata: questo accostamento trova infatti interessanti punti di contatto con alcune situazioni rievocate, tra le altre, nelle Heroides. Il contributo si propone pertanto di evidenziare come Rutilio abbia verosimilmente modellato il proprio discidium da Roma su un preciso “schema dell’addio”, caratterizzato da una serie di immagini e motivi già presenti nella poesia d’amore.
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