Quella andata in scena a Hong Kong nei mesi passati (e che il coronavirus sembra al momento aver sospeso) è una delle più clamorose e durature proteste nella storia recente della Cina. Nata contro la riforma della legge sull’estradizione, ha assunto ben presto spiccate caratteristiche anticinesi. D’altronde le proteste in atto nell’ex colonia britannica hanno radici antiche e già la cosiddetta ‘rivoluzione degli ombrelli’ del 2014 aveva mostrato la forza della tendenza cosiddetta ‘localista’. Tendenza confermata dalle recenti elezioni amministrative, che hanno decretato la vittoria – schiacciante e inesorabile – del fronte antigovernativo.
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