I movimenti che a partire dal 1956 hanno contestato i regimi comunisti nell’Europa dell’Est erano complessi e contraddittori, con istanze di ogni tipo (nostalgie clericali e monarchiche comprese). Era dunque un’illusione pensare che la stagione dei Mazowiecki, dei Kuron, degli Havel, dei Kiš – per citare i più famosi fra i dissidenti – sarebbe durata un minuto più dello spazio temporale della transizione. Instaurata la democrazia, nei paesi ex comunisti sono riemerse le dinamiche ‘di lunga durata’ delle rispettive società, dinamiche potenziate dall’avvento del neoliberismo.
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