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Hans Keilson e Georg Büchner: ricezione creativa sub specie utopiae

    1. [1] University of Sassari

      University of Sassari

      Sassari, Italia

  • Localización: Altre Modernità: Rivista di studi letterari e culturali, ISSN-e 2035-7680, Nº. Extra 2, 2019 (Ejemplar dedicado a: Scrivere la terra, abitare l’utopia tra comunità e migranza), págs. 256-270
  • Idioma: italiano
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  • Resumen
    • La morte di Danton (1835) di Georg Büchner contrappone la ricerca da parte di Camille Desmoulin della “x sconosciuta”, capace di porre fine allo scontro con l’altro, esterno e interno in nome del principio della possibilità, al principio di realtà cui si ispira l’azione dei Giacobini e degli Indulgenti, basata sul precetto di Carneade. La morte dell’avversario (1959) di Hans Keilson, concepito nel 1942, radicalizza l’impostazione dicotomica del dramma di Büchner. Nonostante l’antagonista sia ispirato ad Adolf Hitler, il protagonista, un giovane ebreo in esilio, oppone all’inimicizia l’utopia-ucronia del qui ed ora, un’alternativa autenticamente morale in cui la scelta interiore ed esteriore coincidono. Nei drammatici anni del regime hitleriano riprende la “ricerca della x sconosciuta”, di forme di umana convivenza che neghino le dinamiche della violenza. Sostenere questa sfida nel con-fronto con Hitler, consente non solo ai tedeschi di intravedere le matrici di ogni conflitto. Infine, al-cune pagine hegeliane del periodo jenese (1801-1806), esemplificano la valenza sociale del vincolo nemicale tra il protagonista e B. nel romanzo di Keilson.


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