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Sarcofagi di San Sebastiano al restauro: dalle rarità bibliche alle immagini teofaniche

  • Autores: Fabrizio Bisconti
  • Localización: Atti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia. Rendiconti, ISSN 1019-9500, Vol. 90, Nº. 2017-2018, 2017-2018, págs. 221-250
  • Idioma: italiano
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  • Resumen
    • English

      In 2017, in the systematic recover of the Museum of the TicketOffice of Saint Sebastian, on the Appian Way, was restored a first batch of ten sarcophagi, among the more than 150 preserved in the right side aisle of the circiform basilica built by Constantine to indicate the memory of the Apostles. Among the sarcophagi recovered with the help of the CNR and ENEA, emerge the sarcophagus of Lot and the sarcophagus of Balaam, the first with evident traces of polychromy, the second characterized by very rare biblical scenes, comparable only with the frescoes of the Hypogeum of via Dino Compagni. Even more interesting are the so-called sarcophagus of the “two sisters” and the sarcophagus of “stars and crowns” type, both of the Theodosian age, discovered by Ferrua and Fornari inside two mausoleums annexed to the circiform basilica. The decorations of the two fronts can be compared with the iconographic settings of the most important contemporaries religious buildings: from the Basilica of Santa Pudenziana to that of Santa Sabina, from the basilicas of Cimitile and Fondi by Paulinus of Nola to the chapel of Sant’Aquilino in Milan, from the neapolitan baptistery of San Giovanni in Fonte to the mausoleum of Galla Placidia in Ravenna.

    • italiano

      Nell’ambito di un recupero sistematico del museo della biglietteria del complesso di San Sebastiano sulla via Appia, durante il 2017, è stato restaurato un primo lotto di circa dieci sarcofagi, tra gli oltre 150 conservati nella navatella destra della basilica circiforme fatta erigere da Costantino per segnalare la memoria degli apostoli. Tra i sarcofagi, recuperati con l’ausilio diagnostico del CNR e dell’ENEA, emergono quello di Lot e quello di Balaam, il primo interessato da un’evidente policromia, il secondo costellato da scene veterotestamentarie assai rare e confrontabili solo con gli affreschi dell’ipogeo di via Dino Compagni. Ancora più interessanti i sarcofagi delle “due sorelle” e “a stelle e corone” , scoperti all’interno di due mausolei annessi alla basilica circiforme dal Ferrua e dal Fornari e riferibili all’età teodosiana. Le decorazioni delle due fronti trovano palmari confronti con gli scenari iconografici degli edifici di culto più prestigiosi del tempo: dalla basilica di Santa Pudenziana a quella di Santa Sabina, dalle basiliche paoliniane di Cimitile e di Fondi al sacello di Sant’Aquilino a Milano, dal battistero napoletano di San Giovanni in Fonte al mausoleo ravennate di Galla Placidia.


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