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L'operazione di scissione tra tutela dei creditori e certezza dei traffici giuridici

  • Autores: Luca Luchetti
  • Localización: Diritto fallimentare e delle società commerciali, ISSN 0391-5239, Vol. 93, Nº. 1, 2018, págs. 6-6
  • Idioma: italiano
  • Texto completo no disponible (Saber más ...)
  • Resumen
    • English

      This work intends to examine in a more detailed way the nature of deed of the demerger, as event merely amending, and of the specific and extensive legal protections recognized by law to the creditors of the companies involved in such operation, even after bankruptcy. The remedy of the opposition, the prevision of the subsidiary joint liability, in addition to what is provided for by law in art. 2506 bis, c. 3°, c.c., represent together a normative compendium in favour of company’s creditors in case of the demerger, which assumes an absorbing nature with respect to clawback action, as it’s able to cover all the possible creditors prejudices. Instead, not only it will cause more serious consequences than the invalidity of the demerger with no real necessity, but also it will cause negative effects on the beneficiary company due to the fact that the impact of clawback action would mark the end of the beneficiary company, to detriment of certainty of legal relationships and trades

    • italiano

      Il presente lavoro intende approfondire la questione della natura dell’atto di scissione, quale vicenda meramente modificativa, e delle specifiche e ampie tutele riconosciute dalla legge ai creditori delle società coinvolte in una tale operazione, anche a seguito di fallimento. Il rimedio dell’opposizione, la previsione della responsabilità solidale sussidiaria, con il corollario di cui all’art. 2506 bis, 3° comma, c.c. costituiscono, infatti, un compendio normativo a tutela dei creditori sociali per le ipotesi di scissione, che assume carattere assorbente rispetto all’istituto civilistico dell’azione revocatoria, in quanto idoneo a coprire ogni possibile ipotesi di pregiudizio della posizione creditoria. Contrariamente si determinerebbero conseguenze più gravi di quelle della nullità della scissione e senza una reale necessità, con effetti negativi sulle stesse società beneficiarie dato che l’utile esercizio dell’azione revocatoria, di fatto, ne segnerebbe la fine, a danno dell’esigenza di certezza dei rapporti giuridici e dei traffici economici, particolarmente sentita in ambito societario


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