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Pubblico e privato nei servizi per l’impiego nella legislazione nazionale e regionale

  • Autores: Giampiero Falasca
  • Localización: Diritto delle relazioni industriali: rivista della Associazione lavoro e riceche, ISSN 1121-8762, Vol. 16, Nº. 3, 2006, págs. 654-670
  • Idioma: italiano
  • Títulos paralelos:
    • Public and private actors in employment services in national and regional legislation
  • Texto completo no disponible (Saber más ...)
  • Resumen
    • English

      This paper analyses the provisions in the Italian system relating to the forms of interaction between public and private employment services at the level of national and regional legislation. The author highlights first of all the importance of a system of public operators providing employment services for the implementation of obligations laid down at a supranational, constitutional and international level, in particular Article 4 of the Constitution, which, in the new organisational and functional framework of public employment services provided by Legislative Decree no. 469/1997, is to be interpreted as laying down the right to an efficient system of employment services. The paper then goes on to examine the legal foundations of the legitimation, introduced in 1997, of private employment agencies, underlining the fact that they represent an implementation of the constitutional principles of economic freedom, subsidiarity, and the right to an efficient labour market, as well as the principles laid down by ILO Convention no. 181/1997 and the Job Centre ruling of the European Court of Justice. After this argument in favour of the need for a system consisting of two sectors – public and private – the author examines the question of the legal grounds requiring these actors to cooperate among themselves, to be found in particular in ILO Convention no.181/1997, which identifies “active coexistence” as the model for the management of employment services that each State should adopt. On the basis of this argumentation, the paper seeks to ascertain whether the model has been effectively adopted in the Italian national and regional legislation, and comes to the conclusion that with regard to both sources this is indeed the case. However, in concluding the paper, the author notes that the adoption of the model of active coexistence is placed in an institutional and normative context that presents considerable problems of governance in relation to the processes of administrative and legislative decentralisation that have taken place in the past decade, and that have been implemented with insufficient regard for the need to maintain a balance between the various levels of labour market regulation and governance.

    • italiano

      Il saggio analizza le modalità di disciplina, ricorrenti nell’ordinamento italiano, delle forme di interazione tra servizi pubblici per l’impiego e operatori privati, a livello di legislazione nazionale e regionale. L’A. evidenzia, in primo luogo, la rilevanza di un sistema di operatori pubblici per l’impiego come attuativo di obblighi imposti da norme sovraordinate, costituzionali o internazionali, e, in particolare, dall’art. 4 Cost., disposizione questa da intendersi, nella nuova dimensione organizzativa e funzionale del sistema pubblico dei servizi per l’impiego delineata nel d.lgs. n. 469/1997, come attributiva di un diritto ad un efficiente sistema di servizi per l’impiego. Il saggio esamina quindi il fondamento giuridico della legittimazione, avvenuta nel 1997, delle forme di mediazione di manodopera privata, evidenziando che queste costituiscono una forma di espressione dei principi costituzionali di libertà economica, di sussidiarietà, di diritto ad un efficiente mercato del lavoro nonché dei principi stabiliti dalla convenzione OIL n. 181/1997 e dalla sentenza Job Centre della Corte di Giustizia Europea. Ricostruita così la necessarietà di un sistema composto di due segmenti – uno pubblico, uno privato – l’A. prospetta la questione relativa alla individuazione dei motivi giuridici che richiedono a questi attori di cooperare tra loro, rinvenuti, in particolare, nella citata convenzione OIL n. 181/1997 che individua nel modello di “coesistenza attiva” il modello di gestione dei servizi per l’impiego che ciascuno Stato membro deve adottare. A fronte di queste premesse, il saggio si occupa di verificare se tale modello è stato effettivamente adottato a livello di legislazione italiana nazionale e regionale concludendo in senso positivo con riferimento ad entrambe le fonti. Tuttavia, all’esito dell’indagine, l’A. osserva come l’adozione del modello di coesistenza attiva si inserisca in un contesto istituzionale e normativo che presenta vistosi problemi di governance a fronte dei processi di decentramento amministrativo e legislativo intercorsi nell’ultimo decennio e attuati in maniera poco attenta rispetto all’esigenza di mantenere un equilibrio tra i diversi livelli di gestione e regolazione del mercato del lavoro.


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