Il contributo traccia un quadro globale del panorama storico-culturale italiano del primo Novecento antecedente, contemporaneo e successivo all'assegnazione del premio Nobel all'artista Luigi Pirandello, il dieci dicembre del 1934. Le fonti principali utilizzate per ricostruirlo sono sia l'epistolario e le opere teatrali redatte e rappresentate nel '34 - "Non si sa come", "Quando si è qualcuno" e "Favola del figlio cambiato" - sia la descrizione delle relazioni che lo scrittore siciliano intrattenne, in quegli anni, con l'attrice Marta Abba, di cui era innamorato, e il primogenito Stefano, 'segretario, ghost writer, aiutante, portavoce e sostegno psicologico'. 'Nei mesi che precedono il Nobel - riferisce la studiosa Sebastiana Nobili nell'incipit del saggio -, Luigi Pirandello si sente sempre più vicino a un riconoscimento sperato da tempo, nel quale vede il coronamento della propria carriera ma anche il traguardo che metterà fine alle sue preoccupazioni economiche'
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