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Piero Boni e la cultura socialista

  • Autores: Simone Neri Serneri
  • Localización: Economía & lavoro: rivista quadrimestrale di politica economica, sociologia e relazioni industriali, ISSN 0012-978X, Vol. 49, Nº 1, 2015, págs. 59-64
  • Idioma: italiano
  • Texto completo no disponible (Saber más ...)
  • Resumen
    • La cultura di Piero Boni può definirsi “socialista”, anche se era senz’ombra di dubbio una cultura sindacale piuttosto che politica o partitica. Piero Boni è, infatti, l’espressione del passaggio dal sindacalismo prefascista al sindacalismo di matrice antifascista, radicato nell’esperienza della Resistenza: è proprio dall’opposizione al fascismo, percepito come regime di oppressione sociale, che nasce l’adesione di Boni al socialismo quale proposta capace di coniugare i diritti di libertà con la tutela dei diritti del lavoro. Uomo pragmatico, d’azione e poco interessato alle dispute ideologiche che caratterizzavano l’epoca della Guerra Fredda, Boni credeva nel valore sociale del lavoro, profondamente convinto che le organizzazioni sindacali costituissero il motore del progresso sociale e della costruzione della cittadinanza sociale, nel contesto di quel pluralismo conflittuale che egli riteneva dovesse caratterizzare il sistema politico italiano negli anni Settanta.


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