Ayuda
Ir al contenido

Dialnet


Innocenzo III tra diritto e società: Consuetudini, scandali e consenso popolare

  • Autores: Raffaella Bianchi Riva
  • Localización: Vergentis: revista de investigación de la Cátedra Internacional conjunta Inocencio III, ISSN-e 2445-2394, Nº. 2, 2016 (Ejemplar dedicado a: Innocent III and his time : from "absolute" papal monarchy to the Fourth Lateran Council), págs. 249-271
  • Idioma: italiano
  • Enlaces
  • Resumen
    • English

      According to medieval canon law, legal rules could be waived, thus avoiding any scandals and therefore preventing a motive for public discord. As regards the custom, this principle was shaped according to the religious and political contingencies, in order to recognize or deny any effects to customary rules. Different solutions were adopted with a view to maintaining social support towards the institutions: it was necessary to take into account both the popular spirit expressed abiding by the customs and the reactions of public opinion to the application or non-application of them. Innocent III helped to figure out the legal relevance of scandals, through the principle that it was essential to avoid at all costs dissents or oppositions in the Christian community: sometimes he uprooted the customs contrary to that of the Roman Church, which were considered dangerous to the unity of faith; other times he secured the application of the rites to which the population showed the greatest attachment. The policy of Innocent III urged, on this point, the remarks of the canonical doctrine: his decretals and the fourth Lateran council constitutions were utilized in the period of the great schism, in order to balance out the need both to maintain the unity within the Church and to respect the different ceremonial practices

    • italiano

      Nel diritto canonico classico, la necessità di evitare scandali nelle comunità e, dunque, di scongiurare turbamenti dell’ordine sociale giustificò la disapplicazione di norme giuridiche. Con riguardo alla consuetudine, la regola fu declinata, in base alle contingenze politiche e religiose, per riconoscere ovvero negare efficacia alle norme consuetudinarie, adottando soluzioni diverse per acquisire il consenso della società: occorreva, infatti, tenere conto tanto della volontà popolare manifestata nell’adesione agli usi quanto della coscienza sociale espressa nella reazione all’applicazione o alla mancata applicazione di essi. Innocenzo III contribuì a definire la rilevanza giuridica della nozione di scandalo, ora estirpando le consuetudini contrarie agli usi della Chiesa romana che più rischiavano di frammentare l’unità della fede, ora garantendo il rispetto dei riti a cui le popolazioni mostravano maggiore attaccamento, attraverso il principio per cui occorreva evitare a tutti i costi manifestazioni di dissenso o opposizione nella comunità cristiana. La politica di Innocenzo III sollecitò, su tale punto, le riflessioni della scienza giuridica canonistica: le sue decretali e le costituzioni del quarto concilio lateranense furono, infatti, utilizzate nel periodo del grande scisma, per argomentare la necessità di mantenere l’unità all’interno della Chiesa, pur nel rispetto dei diversi riti religiosi.


Fundación Dialnet

Dialnet Plus

  • Más información sobre Dialnet Plus

Opciones de compartir

Opciones de entorno