As those of other Western countries, Italian media often employ the term “clash of civilisation” [conflitto di civiltà] to refer to the relationship between “Islam” and the “West”. The Muslim world is simplistically described, and perceived, as a monolithic reality. Its representation by media ranging from that of an irrational to that of an intolerant religion.
The expression “clash of civilization” was especially used in September 2006, after that Pope’s lectio magistralis at Regensburg University caused vigorous protests to take place in the Muslim world. Benedict XVI seemed to present the Christian God as the only rational divinity, and Islam as an irrational religion. After international Muslim communities asked for an official apology, the Pope held a meeting with the ambassadors from Islamic States to the Holy Site, and the representatives of the Italian Muslim communities, to explain his words.
This paper analyzes the way in which this event was presented by the Italian media – including right-wing, mainstream and catholic media - with the aim of understanding the official reaction of the Vatican (as reported by the Osservatore Romano), the Italian Catholic Church (as reported by Avvenire), and the Italian public opinion.
Come accade negli altri Paesi, anche in Italia l’espressione “conflitto di civiltà” è utilizzata spesso dai media. Con essa si indica la contrapposizione tra “Occidente” e “Islam”, elemento, quest’ultimo, che viene descritto in modo molto semplicistico e considerato una realtà monolitica. I media italiani utilizzano l’espressione “scontro di civiltà” in particolar modo nel settembre 2006, quando una lectio magistralis di Papa Benedetto XVI tenutasi all’università di Ratisbona (Regensburg), provoca diverse proteste da parte del mondo Musulmano. Le parole del Papa sembrano infatti voler presentare il Dio cristiano come l’unica divinità razionale, a fronte di un Islam raffigurato come irrazionale, e le conseguenti richieste di scuse delle comunità musulmane di tutto il mondo porteranno il Papa a dover convocare un incontro con gli ambasciatori dei Paesi musulmani e i rappresentanti delle comunità islamiche italiane per spiegare il significato delle sue parole. Questa relazione si pone l’obiettivo di analizzare il modo in cui i maggiori quotidiani italiani hanno rappresentato l’“incidente di Ratisbona” e le sue conseguenze. La ricerca prevede l’esame dei quotidiani a più grande tiratura (Corriere della Sera e La Repubblica – quest’ultimo con orientamento a “sinistra”), del più importante giornale di “destra” (Il Giornale), del principale quotidiano cattolico (Avvenire), e del periodico portavoce della S. Sede (L’Osservatore Romano), con lo scopo di capire le reazioni ufficiali dell’opinione pubblica, della Chiesa, del Vaticano e delle comunità Musulmane in Italia. La stampa italiana ha appoggiato le considerazioni del Papa, secondo cui il discorso pronunciato a Ratisbona è stato mal interpretato dai mezzi di comunicazione? Come sono state rappresentate le proteste musulmane dai vari quotidiani? Confermano o meno lo stereotipo dell’Islam considerato come una religione monolitica e intollerante? Qual è la percezione dell’avvenimento che hanno avuto i cittadini italiani musulmani? La mia ricerca intende rispondere a tutte queste domande evidenziando soprattutto l’eventuale utilizzo di termini ed espressioni “islamofobe” da parte della stampa italiana.
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