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Prescrizione e lieve entità del fatto: i limiti ai poteri cognitivi nel giudizio di rinvio

  • Autores: Adriano Spinelli
  • Localización: Processo Penale e Giustizia: Rivista di dottrina e giurisprudenza, ISSN-e 2039-4527, Nº. 3, 2016, págs. 84-88
  • Idioma: italiano
  • Títulos paralelos:
    • Limitation of action and slight crimes: judge’s limited power of cognizance after the rescission of a sentence
  • Enlaces
  • Resumen
    • English

      The annotated sentence confirms the interpretive way according to which, if the conditions provided for in the art.

      131 bis of the penal code can be configured, the Supreme Court, at first, has to declare the rescission of the sentence and then has to indicate the judge charged of the decision about the application of the rule in the specific case. The Court also predicts the possibility that the maximum term for the prosecution could expire during the preceding that follows the rescission of the judgement and the same Supreme Court states that, if it were so, the judge cannot acquit the indicted person. If the points of the decision about the existence of the crime and the liability of the accused are not invalidated, the decision is irrevocable; indeed, the concrete punishability is not fundamental. Both of the specified crime’s constituent elements are definitively judged in a shorter period than the one established by art. 157 of the penal code; for that reason, an absolution sentence would represent an improper expansion of the crime’s extinction.

    • italiano

      Con la sentenza in commento la Corte di Cassazione conferma l’orientamento per cui, laddove siano astrattamente configurabili i presupposti di applicabilità dell’istituto di cui all’art. 131 bis c.p., la sentenza impugnata deve essere annullata con rinvio al giudice di merito, affinché questi valuti l’applicabilità nel caso concreto della speciale causa di non punibilità. Inoltre, con riferimento alla possibilità che nel corso del giudizio rescissorio maturi il termine prescrizionale ex art. 157 c.p., si precisa che il giudice incaricato della decisione non potrà dichiarare estinto il reato. Richiamando un consolidato filone giurisprudenziale, il Supremo collegio ricorda altresì come, in caso di mancato annullamento dei punti relativi alla sussistenza del fatto e alla responsabilità dell’imputato, il reato è giudicato nella sua interezza, indipendentemente dalla definitività delle statuizioni sul trattamento sanzionatorio, poiché la punibilità non rappresenta un elemento indefettibile del delitto. Essendo il nucleo essenziale dell’illecito accertato entro i termini di cui all’art. 157 c.p., la pronuncia assolutoria estenderebbe – indebitamente – l’ambito di operatività della causa di estinzione del reato.


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