Una bella testa in gesso che ritrae Domenico Vulpiani ritrovata a Roma presso gli eredi viene attribuita a Pietro Tenerani sulla scorta di una nota manoscritta degli inizi del Novecento che ascrive l’opera allo scultore ipotizzando che sia servita da modello preparatorio per la testa del Cristo deposto della cappella Torlonia in S. Giovanni in Laterano.
L’autrice tuttavia ripercorrendo le vicende della vita di Domenico Vulpiani e indagando sulla produzione di Pietro Tenerani conclude la sua ricerca collocando l’esecuzione della testa romana al 1848 circa e rivelandone l’origine come modello per il Monumento a Pio VIII (1853-1866).
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